Smart working: tra opportunità fiscali e aumento della produttività – Valentina Pepe intervistata da Avvenire

Negli ultimi anni, il lavoro agile si è imposto come una leva strategica per migliorare produttività, benessere e attrattività delle aziende. Ma nonostante i risultati positivi, la sua adozione in Italia resta disomogenea.

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 72% dei lavoratori dichiara di essere più produttivo da remoto ma, nonostante questo, il numero di lavoratori in smart working in Italia è calato.

Valentina Pepe, intervistata sul tema da Avvenire, ha spiegato che, «nel 2024 i dati dello smart working nel settore privato hanno registrato un andamento in linea con l’anno precedente, con una lieve flessione che ha interessato soprattutto le PMI, mentre nel 2025 è prevista una crescita dell’istituto, soprattutto nelle grandi imprese. Il dato si scontra, tuttavia, con alcune recenti notizie che riportano la volontà di molte grandi aziende multinazionali, anche del settore tecnologico, di un ritorno in ufficio cinque giorni a settimana».

Il dibattito sul lavoro agile è oggi più che mai centrale per ripensare i modelli organizzativi.

Lo smart working non è solo una modalità operativa, ma uno strumento di trasformazione per aziende più flessibili, sostenibili e orientate al futuro.

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